Cos’è l’ortodonzia? E’ una specialità dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi, della prevenzione e del trattamento delle anomalie di crescita delle ossa mascellari e della posizione dei denti. Il termine “malocclusione” indica un difetto nella chiusura dei denti che può avere varia origine. Mentre un tempo si riteneva che soltanto fattori ereditari fossero responsabili di una crescita difettosa della mascella, della mandibola o della errata posizione dei denti, ora vengono presi in considerazione anche fattori acquisiti. I bambini ereditano dai genitori una mandibola o una mascella troppo o poco sviluppate, denti accavallati, sporgenti, denti mancanti o che chiudono al contrario (morsi crociati) o denti anteriori che non chiudono tra loro (morsi aperti).

Tra le cause acquisite abbiamo invece la perdita prematura di denti da latte o permanenti, abitudini viziate come il succhiamento prolungato delle dita, del succhiotto o del biberon, una posizione non corretta della lingua che spinge sui denti, una respirazione a bocca aperta dovuta ad allergie o a problemi di tonsille o adenoidi. Molti di questi difetti modificano anche l’aspetto estetico del viso.

Perché è importante il trattamento ortodontico? La terapia ortodontica è importante perchè migliora la masticazione, la respirazione e l’estetica.

I difetti non trattati possono avere come conseguenza:

  • carie o perdita prematura di denti perché è difficile mantenere una buona igiene orale quando i denti sono accavallati;
  • difficoltà di masticazione;
  • malattie gengivali;
  • problemi posturali e all’ articolazione temporo-mandibolare che nell’adulto si manifestano con difficolta di concentrazione, dolori al viso, cefalee e dolore spesso erroneamente collegato a disturbi dell’orecchio.

 “Mia figlia ha 7 anni e i denti storti, devo curarla subito o aspettare che abbia cambiato tutti i denti da latte?”

Ci sono diversi tipi di difetti e ad ognuno corrisponde un’età più corretta per intervenire e ottenere i risultati migliori. La cosa migliore è affidarsi al dentista ed eseguire una serie di controlli programmati durante tutta la crescita del bambino per poter intervenire nel momento più opportuno. Nella fascia di età dai 2-6 anni, in dentatura da latte, si devono intercettare le abitudini viziate (succhiamento del dito, del pollice, penne o altro) che possono modificare lo sviluppo corretto delle arcate ed eventuale perdita precoce di denti da latte. La respirazione e la deglutizione devono avvenire in modo corretto perché hanno un’influenza diretta sulla posizione dei denti e sulla crescita dei mascellari. Situazioni individuate a questa età evitano talvolta di intervenire in futuro con una cura ortodontica più complessa. Dai 6 ai 12 anni in dentatura mista: si trattano i problemi scheletrici di mascella e mandibola e l’allineamento dei denti. E’ la fase ottimale per iniziare una terapia ortodontica perché il bambino è in crescita e i tessuti rispondono meglio alle forze esercitate dalle apparecchiature. Dai 12 anni, nella fase dell’adolescenza, ci si occupa dello sviluppo definitivo della chiusura dei denti permanenti.

L’ortodonzia si rivolge anche agli adulti con ottimi risultati sfruttando tecniche innovative che permettono l’applicazione di forze molto leggere e l’ortodonzia estetica. La collaborazione con altri specialisti è molto importante: specialista otorinolaringoiatra, pediatra, allergologo, logopedista, ortopedico, fisiatra.


QUALI SONO I PASSI DA FARE PER INIZIARE?

Nel momento in cui si decide di intervenire, per stabilire il trattamento più giusto per il bambino è necessario fare una diagnosi approfondita del problema. Per fare questo è necessario esaminare: denti, modelli in gesso, articolazioni, forma e profilo del viso, masticazione, deglutizione, respirazione, postura.

Le radiografie ortopanoramica e telecranio latero-laterale, in alcuni casi anche frontale, sono indispensabili per rilevare delle misurazioni utili per lo studio del cranio e della sua crescita e decidere il trattamento più idoneo per il caso.


MOBILE O FISSO? DOTTORE VORREI SCEGLIERE IL TIPO DI APPARECCHIO

Il dentista dopo aver studiato la situazione vi spiegherà le problematiche del caso e quale sarà il metodo migliore di trattamento che dipenderà dalla gravità e dall’età del paziente. Solo in alcune situazioni si potrà decidere insieme al paziente o al genitore.

Essenzialmente le apparecchiature si possono dividere in:

  • apparecchio mobile: il paziente lo toglie e lo mette da solo
  • apparecchio funzionale: agisce influenzando la crescita e la muscolatura, è mobile
  • apparecchio fisso: tolto e messo solo dal dentista, è formato da attacchi nei quali sono inseriti fili metallici di forma, spessore e dimensione diversa che verranno modellati o cambiati nel corso delle visite dal medico stesso.
  • Mascherine trasparenti: estetiche, rivolte ai pazienti in dentatura permanente